LABORATORIO SUL GUSTO E LE SENSAZIONI LEGATE AL CIBO

© Diego M. Garces / WWF

Alimentarsi è un atto quotidiano, consueto, semplice e complesso allo stesso tempo, che implica aspetti diversi e complementari fra loro, quali quelli psicologici, sociali, ambientali ed economici.  Una proposta educativa sull’alimentazione non può che essere tutto ciò, soprattutto quando si vuole trattare l’argomento senza privilegiare in maniera prioritaria gli obiettivi nutrizionali e si vuole considerare l’educazione alimentare nel suo ruolo imprescindibile di promozione di stili di vita sani e attenti alle tematiche ambientali.

Il metodo suggerito, per la realizzazione delle attività dei singoli percorsi, è quello di un coinvolgimento attivo degli alunni sollecitando in loro curiosità, voglia di capire, di modificarsi per migliorare, mantenendo costante il riferimento alla realtà. Facendo perno sulla sfera emotiva, permettendo all’alunno di “raccontarsi”, svolgendo indagini sul proprio vissuto,sulle proprie sensazioni , anche l’aspetto culturale e l’apprendimento scolastico diventano una spontanea necessità di soddisfare la loro curiosità.  E’ attraverso l’interdisciplinarietà che gli alunni possono accrescere le proprie conoscenze affrontando il rapporto cibo – alimentazione nei suoi aspetti culturali, storici, nutrizionali, ambientali, simbolici. Punto di partenza comune a tutti percorsi rimangono comunque gli approfondimenti della relazione cibo – persona, che aiutano a prendere coscienza delle sensazioni, emozioni, e condizionamenti legati al gusto.

L’attività legata al recupero di tutti gli aspetti sensoriali legati all’alimentazione permette di affrontare il tema complesso della relazione che ci unisce al cibo: intima, quotidiana, densa di significati simbolici e psicologici, che richiama le radici del piacere e dell’identità, che è legata a culture diverse e a riti familiari diversi, legata a modelli spesso indotti dai messaggi pubblicitari e che si misura con una ricca offerta di consumi e con strutture e comportamenti sociali nuovi e che cambiano in continuazione. È per questo che una corretta educazione alimentare non può diventare un facile riassunto di prescrizioni e regole: se siamo ciò che mangiamo, ogni cambiamento alimentare non può che partire da un cambiamento di relazione con il cibo.

Il percorso educativo non ha quindi il compito di addestrare o ammaestrare i ragazzi a un’alimentazione sana e corretta ma, piuttosto, di accompagnarli nella conquista di un atteggiamento proprio, che permetta di capire, di scegliere, di trovare la propria strada, il proprio benessere a tavola, e una maggiore attenzione ai cibi.